L’isola
di Formentera ha una storia senza dubbio particolare: ci si stupisce
nell’apprendere che è rimasta praticamente disabitata
per gran parte della sua storia.
Il primo insediamento megalitico conosciuto risale al 2000 AC, ed
è visibile a Ca Na Costa, mentre le prime notizie cartografiche
ci arrivano nel periodo Cartaginese; ma è solo con i Romani
che iniziamo a conoscere più da vicino le caratteristiche
di quest’isola che pare fosse usata come baluardo difensivo
della già allora più sviluppata Ibiza.
La conquista romana non era di tipo distruttivo quindi ci arrivano
testimonianze della preesistente cultura Cartaginese tramite reperti
databili intorno ai primi secoli dopo Cristo.
Durante il medio evo l’isola
fu dominata dagli Arabi ed era usata ancora come anteposto difensivo:
famosi a questo riguardo sono gli attacchi dei pirati, addirittura
Vichinghi, che si addentravano nelle caverne dove si asserragliavano
le difese.
La riconquista Spagnola di Formentera avvenne nel 1235 ad opera
di Giacomo 1° e la presenza Catalana durò fino al 15°
secolo, ne è testimonianza la cappella chiamata “Sa
Tanca Vella” che può essere fatta risalire a quel periodo.
Una grave crisi economica e sociale
che toccò intorno alla metà del 400 tutta la Catalogna
può essere stato motivo dello spopolamento dell’Isola,
aiutato dai sempre più frequenti raid pirateschi; l’isola
venne lasciata, così, solo per scopi militari, fino all’inizio
del 18° secolo quando tornò ad essere abitata con un
reale decreto di ripopolamento datato 1695.
Questo processo fu molto lungo
e difficile in quanto nessuno pareva interessato ad andare a vivere
in un posto così selvaggio e pericoloso!
Il primo insediamento stabile risale al 1726 e potremmo chiamare
Marc Ferrer il padre di Formentera in quanto la corona donò
a questo hidalgo l’isola con lo scopo di renderla un posto
tranquillo e prospero, quale è l’aspetto della Formentera
dei nostri giorni.
|